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È te che aspettavo di Alessandra Paoloni

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«Quando ogni cosa sembra perduta è l'amore che salva. Lo sa bene Elly, giovane editor di una piccola casa editrice, che vive in un monolocale con una gatta e una foto di sua sorella Judith, strappata alla vita a causa di un barbaro incidente. Annientata dai sensi di colpa e sconvolta per il lutto familiare, Elly fatica a rimettere assieme i pezzi della sua esistenza. 
Norman entra nella sua vita proprio quando il rapporto con i suoi genitori collassa e con esso la volontà di risalire a galla. Ma il loro incontro farà scattare una scintilla di sesso e amore, un'attrazione inaspettata e quasi violenta, nella quale affogare il dolore e far riaffiorare sentimenti creduti estinti. La sofferenza allora verrà messa a tacere poiché sarà l'amore a gridare più forte.»

Ti regalo l'amore di Alessandra Paoloni

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«“Ti hanno regalato molto di più e ancora non te ne accorgi.”

Single da non molto, disoccupata, Clelia trascorre le sue giornate tra serie tv in streaming e lunghe sedute di relax sul divano. Ma la sua vita monotona cambierà quando, per il suo trentunesimo compleanno, le verrà regalato un viaggio organizzato dalla Doppio di Cuori, un'agenzia italiana di meetings & holidays. Ad accompagnarla nel suo viaggio ci sarà Dante, un ragazzo bello, gentile e a tratti misterioso. Tra i due scoppierà subito un forte legame, destinato a tramutarsi in qualcosa di più profondo. Nell'assolata campagna umbra, tra i monumenti della città di Perugia, la loro storia si snoda tra scene bizzarre e tenero romanticismo.
Clelia crede di vivere la sua favola personale ma la realtà, da sempre in agguato, busserà ben presto alla porta dei suoi sogni.» 

"La discendente di Tiepole" di Alessandra Paoloni




Titolo: La discendente di Tiepole
Autore: Alessandra Paoloni
Editore: Butterfly Edizioni
ISBN: 978-88-97810-08-7
Pagine: 350



«Un paese fantasma dimenticato dalle carte geografiche, circondato da montagne, abitato da una popolazione inospitale. E’ il ritratto di Tiepole, paese d’origine di Emma, ed è lì che la ragazza è costretta a tornare in occasione del funerale di suo nonno. Il suo soggiorno, però, si trasforma in incubo quando Emma legge la lettera che sua nonna aveva scritto per lei prima di morire e che il nonno non le aveva mai consegnato. Essa le svelerà un mondo di tenebra colmo di stregoneria e maledizioni, di faide tra famiglie e di lotte per il potere. Emma non sa ancora nulla, ma tutti i Tiepolesi sanno chi è lei, poiché la stavano aspettando.
Lei è l’erede della Strega.
Lei è la Discendente.
Lei deve morire.
Un’eroina indimenticabile in un romanzo in cui il bene e il male si confondono e niente, assolutamente niente, è davvero quello che sembra.»

PROLOGO
La discendente pensò fosse giunto il momento di rivelarsi.
Aveva atteso troppo. Aveva mentito troppo.
Un simile segreto avrebbe rischiato di ucciderla. I suoi piani erano oramai saltati; non poteva più fidarsi di nessuno. Ognuno faceva il suo gioco, e tutti aspiravano alla conoscenza dell'antica magia di Tiepole.
Si sarebbe procurata dei nemici. La farsa doveva terminare là, prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente. Non serviva più a nulla fingere quando sapeva bene che in questo modo rischiava di perdere tutte le persone che amava.
Quella sera stessa avrebbe posto la parola fine a quella storia.

Biografia:
Alessandra Paoloni nasce l’11 marzo 1983 a Tivoli. Esordisce con la raccolta poetica “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento” ( Il Filo 2008), cui seguono i due romanzi fantasy “Un solo destino” e “Heliaca la pietra di luce” (0111 Edizioni). Del 2012 è il romanzo “La Stirpe di Agortos” (Edizioni Rei). E’ presente nelle antologie: “On the road: diari di viaggio” (Libro Aperto Edizioni). “365 Storie d’amore” (Writers Magazine) “La Stirpe Chimerica” del blog Club Urban fantasy. “La discendente di Tiepole”, il suo primo paranormal fantasy, è il suo quinto romanzo.

Intervista a Alessandra Paoloni autrice de "La Stirpe di Agortos"


Ciao Alessandra e benvenuta nella mia rubrica. Parlami un po’ di te.
Ciao Antonietta e grazie tante per avermi ospitata nella tua rubrica! Di me c'è da dire che sono una ragazza sognatrice con un particolare sogno da realizzare: quello di scrivere, pubblicare e diffondere così tutte le storie che nascono nella mia mente, e alle quali quindi devo rendere giustizia in qualche modo. Sono inoltre una persona molto timida e riservata, che ama però circondarsi di amicizie vere che non devono necessariamente lodare la scrittura e la lettura come me. Sono inoltre una zia molto indaffarata; non a caso i nomi dei miei quattro nipoti compaiono sempre nelle dediche dei miei libri.
La tua passione per la scrittura, nasce da quando sei bambina, in che modo ti sei avvicinata al mondo della scrittura?
Indubbiamente con la lettura. Da quando ho imparato a leggere, i libri sono stati subito un richiamo per me. Non riuscivo a smettere di leggere libri di testo per la scuola, libri che trovavo nella libreria dei miei fratelli e quelli che mi facevo comprare dai miei genitori. E da lì ho capito che un giorno avrei voluto creare delle storie tutte mie, con personaggi e luoghi che fossero farina del mio sacco. E' una cosa che da sempre mi appaga e mi rende felice.
Oltre alla scrittura, hai un’altra passione, la lettura. Che genere ti piace leggere?
I generi variano. Passo dall'horror di King ai classici come Cime Tempestose (che mi piace sempre ricordare è il mio libro preferito in assoluto), ai libri di Coelho o Baricco. Nella lettura sono onnivora. Naturalmente i miei generi preferiti sono il fantasy e il gotico. Ma ho letto anche la Agatha Christie, e romanzi d'amore. Ogni libro m'insegna qualcosa, ed è giusto dare spazio a tutto o quasi.
Qual è la tua prima pubblicazione?
Ho esordito nel 2008 con il libro di poesie- monologhi “Brevi Monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento (I Morti)”, liberamente ispirato all'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. E' stato un libro quello scritto con il cuore più che con la testa e la fantasia, un libro che è stato anche molto apprezzato. Ora si trova su lulu.com, ma spero di spostarlo su amazon che ha un pubblico più vasto. Voglio dare ai monologhi una seconda opportunità e fare in modo che venga letto da più gente possibile.
Come ti sei trovata nel mondo dell’editoria?
Fino ad ora ho cambiato ben quattro editori. Ma la scelta è stata la mia e non la loro. Questo perché volevo provare strade diverse prima di trovare quella giusta, lavorare con persone differenti per farmi le ossa. Ho contattato prevalentemente le piccole e le medie case editrici; la grandi le ho tralasciate perché so che appartengono quasi a un mondo che vedo distante anni luce. Non che non creda nelle mie capacità, sia chiaro. Ma nelle piccole ho incontrato gente per bene e quindi mi sono fermata per ora a questo micromondo. Comunque attraverso internet e presentazioni, al pubblico riesci ad arrivare se ti rimbocchi le maniche e ti dai da fare. Dunque per ora preferisco continuare così.
Parlami della tua ultima pubblicazione, “La Stirpe di Agortos”.
La Stirpe di Agortos è la ripubblicazione di un libro già edito, di quello che un tempo era Un solo destino. Ecco perché sulla copertina trovate un nome diverso, il mio nome d'arte che è Elisabeth Gravestone. Trattandosi di una ripubblicazione, cambiando editore, copertina, contenuto ecc mi sono trovata quasi costretta a cambiare anche il mio nome. La Stirpe di Agortos è il primo di una saga fantasy di quattro volumi, e tema principale del libro è il rapporto tra l'uomo e la Natura magica che lo circonda. Agortos e la sua discendenza studiano e osservano i fenomeni mistici che avvengono nel loro mondo, che è chiaramente un mondo fantastico. Anche se il messaggio che ho voluto inviare al lettore è quello di porre l'attenzione a ciò che ci circonda, e non badare solo all'apparenza delle cose ma osservarle con più attenzione.
Tra poco uscirà, “La discendente di Tiepole”, che verrà editato dalla Butterfly Edizioni, parlami di questo nuovo romanzo.
La discendente di Tiepole è un romanzo che ho scritto tempo fa, nel mio anno di esordio per l'esattezza, e che è rimasto a lungo nascosto tra i file del mio pc. Lo scrissi quasi per gioco, per divertimento. Ma poi mi sono occupata di altre cose, come ad esempio la Stirpe di Agortos, e quel progetto è rimasto in sospeso. Quando ho conosciuto mesi fa su fb Argeta Brozi, la titolare della Butterfly, ho pensato di sottoporre alla sua attenzione il romanzo. L'ho quindi revisionato e mandato. Questo libro è molto diverso dalla Stirpe, sia per genere che per linguaggio. E' un urban fantasy ed è scritto in prima persona, attraverso il punto di vista della protagonista, Emma Onofri. Sembrerebbe a principio un urban fantasy come se ne sono già letti: la storia narra di una ragazza che arriva nel paese originario di sua madre (Tiepole appunto) e scopre che sua nonna era una sorta di strega, e che ha lanciato delle maledizioni su alcuni abitanti e su Emma stessa. Ma vi assicuro che ho cercato di introdurre elementi innovativi, e la suspance è assicurata perché dell'identità della discendente di Tiepole non si saprà nulla fino alla fine.
Progetti futuri?
Sto iniziando a lavorare al secondo libro della Stirpe. Un progetto che credo m'impegnerà per parecchio tempo. Poi ho in cantiere altri romanzi brevi, iniziati ma incompleti. Prossimamente inoltre usciranno ben tre antologie con alcuni miei racconti: l'antologia La Stirpe Chimerica (“La prova”) a cura di Angela Visalli e Stefano Muscolino del blog Club Urban Fantasy; poi la raccolta On the Road: Diari di viaggio (“Sulla strada per la fine”) edito dalla Libro Aperto Edizioni. E infine la raccolta delle 365 Storie d'Amore (“In fuga per ricominciare”) del Writer Magazine di Franco Forte. Le idee sono moltissime e i progetti anche. Spero davvero di riuscire a concretizzarne almeno la metà.